di Federica Tofan (3F)

Ogni anno, il 27 gennaio, l’Italia e non solo si impegna per celebrare la Giornata della Memoria,  ricorrenza internazionale istituita nel 2005 dalle Nazioni Unite. Questa data non è stata scelta a caso: essa commemora la liberazione dal campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz,
avvenuta appunto il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche. Quel giorno l’umanità scoprì l’orrore della Shoah, il genocidio pianificato dal regime nazista.
La SHOAH, termine ebraico che significa “catastrofe”, non fu solo un evento storico, ma la dimostrazione di cosa può accadere quando il razzismo e l’indifferenza prendono il controllo.
Milioni di persone, come ebrei, omosessuali e disabili, furono deportate e uccise. Auschwitz divenne così un luogo dove l’identità veniva strappata.
Le testimonianze dei sopravvissuti ci insegnano che la persecuzione inizia con le parole d’odio e con le leggi discriminatorie.

Il nostro compito, come cittadini e studenti, è di trasformare il ricordo in un’azione quotidiana, per costruire una società rispettosa e che non dimentica i diritti di tutti.

GIORNATA DELLA MEMORIA
La giornata della memoria
è importante nella storia,
per non fare gli stessi errori
che portarono solo orrori.
Un ricordo
come un fiordo,
frastagliato
e spezzato.
Bisogna essere coscienti,
così che il mondo non diventi
un posto pieno di rancore
e privo di cuore.
Un popolo spento,
con solo un lamento
da parte di persone
che credevano di essere un’eccezione.
La mia opinione è che le persone pensano troppo a se stesse
ed al proprio interesse.

Poesia di Davide Falconetti (3F)

Il lavoro in copertina è stato realizzato dai bambini della classe 1C della Scuola Primaria.

Classe 2E, Scuola Primaria

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