di Aurora Balestra (3B)

Ogni anno nascono professioni nuove, mai immaginate, che cento anni fa non esistevano ed erano ben lontane dall’essere previste. Ma chi si ricorda invece di quei mestieri che oggi sono scomparsi, scalzati da nuove esigenze, tecnologie, dalle macchine e dal progresso? Con quest’intervista alla presidente dell’associazione “L’Attesa” Laura Gabrielli e alla sua collaboratrice Mirella Menichelli abbiamo voluto riportare alla luce una delle realtà ormai dimenticate esistenti nel comune di Nepi, con l’intenzione di riavvicinare i giovani alle antiche tradizioni.

Quando e come è nata l’associazione l’Attesa? 

“L’associazione è nata 6 anni fa dopo un importante evento, ovvero la mostra della Madonna di Guadalupe nei locali di piazza del Comune, che ha visto l’affluenza di ben 800 visitatori. La mostra ebbe molto successo, così gli stessi organizzatori decisero di prolungarla”.

Quali sono stati i principali progetti?

“Dopo il successo della mostra, l’associazione ha dato vita a vari progetti: il primo in assoluto è stato “La bellezza che libera e salva”. Questo comprendeva dei convegni con lo psicologo-sociologo Michele Moiso, approfondimenti di bioetica con la dottoressa Brambilla e cineforum con i padri Clarettiani. Ma non finisce qui! L’associazione ha organizzato anche dei concerti di musica rock per i più giovani. Possiamo quindi dire che i progetti erano variegati e indirizzati a persone di tutte le età: l’importante era la partecipazione della popolazione! Fin da subito c’è stato un grande interesse da parte dei nepesini e per questo motivo si è deciso di coinvolgere anche gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Alessandro Stradella per allestire un altro progetto molto caro alla popolazione di Nepi: la fiorita nepesina, realizzata nel mese di giugno”.

Quali sono le attività svolte dall’associazione?

“L’associazione ha sempre avuto come scopo quello di far riscoprire le antiche attività che oggi, purtroppo, vengono praticate da un numero sempre minore di persone. Ecco i corsi che proponiamo:

  • cucito sartoriale e creativo;
  • ricamo e maglieria con uncinetto e ferri oppure con la macchina;
  • fotografia e pittura;
  • lingua inglese;
  • falegnameria;
  • lezioni di pianoforte;
  • patchwork.

Da tutte queste attività sono poi nati dei mercatini di Natale, dove i frequentanti dei corsi potevano esporre le proprie creazioni. Questi mercatini sono stati organizzati anche durante i mesi estivi, insieme ad altri progetti più vicini alle preferenze dei giovani come la White Sensation, ovvero la cena a tema cromatico che viene periodicamente organizzata con il contributo dei vari ristoranti del paese”.

Altre tradizioni dell’associazione?

“Nel mese di marzo organizziamo un evento chiamato ‘La cioccolata in piazza’: i bambini vengono chiamati a preparare una deliziosa merenda, spalmando cioccolata su 50 metri di pane. Nel  mese di dicembre viene organizzata invece la ‘Giornata del dono’, con la benedizione del grembo delle donne in attesa, le quali ricevono in dono un bambinello”.

Avete una vostra sede?

“Ovvio che sì! Inizialmente la nostra associazione era situata in un locale nella piazza di Nepi. Successivamente ci siamo trasferiti nei locali di San Tolomeo. Si valuterà poi la proposta da parte del Comune di Nepi, che metterà a disposizione il vecchio asilo nido, gestito in precedenza dalle suore. Purtroppo il Covid-19 ha costretto l’associazione a fermare le sue attività. Una decisione dura da prendere, ma necessaria per tutelare tutti i partecipanti dei corsi, così da ripartire in futuro più forti di prima”.

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