di Martina Natili (2D)

L’aurora polare (detta anche boreale) è un fenomeno ottico generato dalle particelle emesse dal Sole che, entrando in contatto con i gas presenti nell’atmosfera terrestre, danno vita ad uno spettacolo di luci danzanti. Le luci dell’aurora boreale sono in continuo movimento e, cambiando velocità, formano nel cielo una vera e propria danza.

Per comprendere l’origine dell’aurora boreale, bisogna partire dal Sole e dalla fusione nucleare che in esso avviene con la produzione di plasma. La maggior parte di questo plasma viene trattenuto dal Sole stesso e, sulla Terra, giunge solo un flusso continuo di particelle: il cosiddetto vento solare che, entrando nell’atmosfera terrestre, forma le aurore boreali. Quando nel Sole si generano forti esplosioni che emettono grandi quantità di plasma si creano aurore boreali straordinarie. A seconda dei gas presenti nell’atmosfera, l’aurora avrà gradazioni di colori differenti; generalmente, però, variano dal verde, all’azzurro, al viola, ma esistono anche le aurore rosse, che si verificano quando il vento solare è molto forte. Lo scontro tra il plasma e l’atmosfera terrestre genera correnti elettriche che vanno a scaricarsi presso i poli, generando Aurore Boreali (al Polo Nord) ed Australi (al Polo Sud).

L’attività del Sole ha cicli di circa 11 anni, ovvero un periodo che va da una fase di attività minima ad una di attività più intensa. Fino al 2018 è stato possibile ammirare stupende aurore boreali. Gli anni che stiamo vivendo, invece, sono anni in cui l’attività solare è minima e, di conseguenza, le occasioni per vedere questo fenomeno luminoso nel 2021 sono più rare, ma non pari a zero. Ciò non esclude, però, che si possa verificare qualche tempesta solare che sia in grado di generare delle aurore che passeranno alla storia. Bassa attività solare non significa che non ci siano aurore boreali, ma il fenomeno luminoso è meno evidente. Quando arriverà il 2025, l’attività solare avrà raggiunto di nuovo l’apice e sarà possibile osservare aurore boreali sempre più intense.

I mesi da ottobre a marzo rappresentano il periodo in cui questo fenomeno naturale è più visibile in Paesi europei come Norvegia, Svezia, Islanda, Finlandia e Russia. Gli orari della giornata migliori sono le prime ore della notte: circa dalle ventuno all’una. I luoghi migliori in cui vedere l’aurora boreale sono le zone più vicine al Polo Nord. Precisamente alle latitudini da 66° a 72° dell’emisfero settentrionale: zone tendenzialmente fredde ed innevate.

Per scegliere il periodo migliore bisogna tenere in considerazione soprattutto il luogo scelto per assistere allo spettacolo di luci danzanti, in quanto non vale la stessa regola per tutte le località. L’aurora boreale in Islanda si può vedere da ottobre fino a marzo. Il luogo migliore in assoluto è la laguna glaciale di Jökulsárlón, in cui i colori dell’aurora riflettono la loro bellezza nell’acqua e sulle lastre di ghiaccio. L’aurora boreale in Norvegia, invece, si può vedere solo nella zona settentrionale, sempre nel periodo invernale/primaverile. I luoghi migliori in assoluto sono Tromsø e le Isole Lofoten.

Vedere l’aurora boreale in Lapponia svedese, e più nello specifico nella cittadina di Abisko, è una cosa da provare almeno una volta nella vita. Ad Abisko si trova anche l’Aurora Sky Station, l’osservatorio dell’aurora boreale. Il periodo migliore è sempre quello da ottobre fino alle prime settimane di marzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.