di Emanuele Re (3C)

“Da bambino mio padre mi portò con lui in un jazz club: l’ultimo dei posti che avevo in mente. Ma c’era un tizio, era come se fluttuasse nel nulla. Si era perso nella musica: ne era rapito”.

È stata la professoressa di musica a proporci il film d’animazione Soul della Disney-Pixar. La storia mi ha subito appassionato, quindi una domenica di marzo ho ripreso la visione del cartone animato con la mia famiglia.

Il protagonista è Joe Gardner, un insegnante di musica con la grande passione per il jazz, insoddisfatto della sua vita, che purtroppo va in coma a causa di un incidente e finisce nell’Antemondo, dopo essere fuggito dall’entrata dell’Oltremondo perché non ancora pronto a morire.

Nell’Antemondo le nuove anime sviluppano la personalità e gli interessi. Joe prova a trasmettere alle altre anime la passione per la musica: in particolare, viene nominato mentore di un’anima, chiamata “22”, che da molto tempo, millenni ormai, si trova nell’Antemondo perché non riesce a trovare il suo talento, la sua “scintilla”; in realtà, ha solo paura della Terra.

Grazie soprattutto a 22, Joe capisce che la vita va vissuta con la stessa passione che prova per la musica, assaporando tutte le emozioni e le piccole cose di cui è fatta; e riesce così ad avere un’altra possibilità di tornare sulla Terra per vivere la sua vita al meglio.

Soul è un termine di origine inglese che significa “anima”. Infatti per molta parte del film il protagonista si trova nei mondi ultraterreni delle anime. Le anime di chi deve ancora nascere si trovano nell’Antemondo, mentre le anime delle persone morte nell’Oltremondo. Esiste però un altro momento in cui l’anima si separa dal corpo, per pochi minuti, nonostante la persona sia ancora in vita: ossia, nel caso di Joe Gardner, quando lui suona il pianoforte. In quel momento è come se l’anima di Joe prendesse veramente il volo e lui diventasse una cosa sola con la musica.

Questo cartone mi ha colpito per la grande e forte passione che il protagonista dimostra nei confronti della musica. Anche io come Joe amo la musica: il primo strumento che ho imparato a suonare è stato il flauto alla scuola primaria; poi ho deciso di prendere lezioni di chitarra nella Scuola Musicale Comunale di Nepi. Sono quattro anni che studio e suono la chitarra, ma non mi sono stancato; anzi, spero proprio di continuare.

Un’altra esperienza musicale che ho vissuto con emozione è stata la partecipazione al Coro della scuola con la professoressa di musica. Nel 2019 abbiamo anche partecipato al Festival di Primavera a Montecatini, dove abbiamo cantato sul palco insieme a tante altre scuole, davanti a molte persone.

Nonostante la pandemia abbia portato alla sospensione di molte attività extrascolastiche, noi del Coro d’Istituto non ci siamo fermati e a maggio dello scorso anno abbiamo partecipato al progetto di “Europa InCanto” in cui 700 bambini hanno dato vita al più grande coro virtuale al mondo sulle note di “Nessun dorma” (dalla Turandot di Giacomo Puccini), per donare a tutti un messaggio di speranza e solidarietà in questo difficile periodo di emergenza sanitaria. Il video è stato trasmesso anche sui canali televisivi della RAI. È stato davvero bello partecipare a questa iniziativa con tanti ragazzi residenti in tutte le parti d’Europa.

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