a cura della classe 2F

Durante la Seconda guerra mondiale, mentre molti sceglievano di restare in silenzio per paura, alcune persone decisero di agire con coraggio e mettere a rischio la propria vita per salvare gli altri. Tra questi eroi silenziosi troviamo Giacomo Bassi, un funzionario italiano riconosciuto come “Giusto tra le Nazioni”.

Giacomo Bassi nacque il 18 marzo 1896 a Gottro, in provincia di Como. Dopo essersi diplomato come geometra, partecipò alla Prima guerra mondiale in veste di ufficiale di fanteria sul fronte tridentino. Terminato il conflitto, continuò a studiare con grande impegno: si laureò e nel frattempo vinse un concorso nella pubblica amministrazione e intraprese la carriera di segretario comunale.

Lavorò in diversi comuni, tra cui Canegrate e San Giorgio su Legnano, dove era conosciuto come una persona onesta, disponibile e profondamente attenta agli altri. Proprio durante gli anni più difficili della guerra dimostrò il suo grande senso di responsabilità e umanità.

Nel 1943, durante l’occupazione nazifascista, una famiglia ebrea milanese, i Contente, si rifugiò a Canegrate in quanto aveva perso la casa a causa dei bombardamenti. Dopo aver tentato senza successo di fuggire in Svizzera ed essere stata respinta al confine, la famiglia non sapeva più come salvarsi. Fu allora che Paola Contente, insieme al figlio Nissim, decise di chiedere aiuto a Giacomo Bassi. Tutti parlavano bene di lui e della sua disponibilità ad aiutare chi era in difficoltà. Bassi, senza esitazione, decise di intervenire. Con grande coraggio, fornì loro documenti d’identità in bianco, permettendo alla famiglia di cambiare identità e diventare i “De Martino”, profughi siciliani; indicò anche il nome di un fabbricante di timbri a Milano per rendere i documenti credibili. Successivamente, organizzò il trasferimento della famiglia a San Giorgio su Legnano, dove trovò per loro un rifugio nelle aule della scuola elementare. Il suo aiuto non si limitò però a questo: Bassi fornì ai Contente documenti per ottenere il cibo razionato e si preoccupò costantemente del loro benessere, andando spesso a trovarli. Quando si accorse che non avevano abbastanza da mangiare, fece in modo che ricevessero anche gli avanzi della mensa della fabbrica “Borletti”. Fece persino iscrivere la piccola Sarah a scuola, sotto falsa identità, permettendole di avere una vita il più possibile normale. Grazie al suo aiuto, la famiglia Contente riuscì a vivere nascosta e al sicuro per quindici mesi, evitando la deportazione.

Giacomo Bassi rischiò enormemente per queste azioni: aiutare gli ebrei durante l’occupazione nazista era pericolosissimo. Tuttavia, non esitò ad agire secondo i suoi valori di giustizia, umanità e solidarietà.

Morì il 18 agosto 1968 a Gottro. Solo molti anni dopo, il 6 settembre 1998, gli venne riconosciuto postumo il titolo di “Giusto tra le Nazioni” dallo Yad Vashem. Oggi il suo esempio è ancora vivo: a Canegrate la biblioteca porta il suo nome e a San Giorgio su Legnano gli è stata dedicata l’aula consiliare.

La storia di Giacomo Bassi ci insegna che anche nei momenti più difficili è possibile scegliere di fare la cosa giusta. Il suo esempio resta ancora oggi un importante modello di coraggio, responsabilità e umanità per tutti noi.

SITOGRAFIA:

https://www.segretaricomunalivighenzi.it/archivio/anno-2015/novembre/la-figura-di-giacomo-bassi-35783.pdf

https://it.gariwo.net/giardini/giardino-di-seveso

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