a cura delle classi 1B e 1F
Il 27 gennaio 2026, le classi 1^B e 1^F della scuola secondaria di primo grado dell’I.C. “A. Stradella”, in occasione della Giornata della Memoria, hanno deciso di ricordare i Giusti tra le Nazioni, ossia persone che hanno messo la vita degli altri prima della propria, riuscendo a salvare anche una sola persona, durante lo sterminio nazista. Gli alunni hanno deciso di scoprire di più sulla figura di Ida Brunelli-Lenti, un’italiana Giusta tra le Nazioni.
Ida Brunelli-Lenti nasce a Monselice (PD) il 3 maggio del 1920. Faceva, come lavoro, la tata a tre bambini: Fiorenza, Lisetta e Alessandro, detto Sandro, figli di Kalman Toth e Yuzzi Galambos, una coppia ungherese di artisti. I tre bambini rimasero presto orfani: la madre morì a causa di una malattia al cuore, mentre il padre aveva lasciato l’Italia per arruolarsi nell’esercito ungherese e, di lui, non si ebbero più notizie. Prima di morire, Yuzzi confessò a Ida che i suoi figli erano ebrei e le lasciò dei documenti che lo dimostravano. Ida promise di mantenere il segreto sulla loro religione e di prendersi cura di loro. Decise di portare i bambini da sua madre Maddalena, a Monselice, come nascondiglio temporaneo, e finse che fossero profughi ungheresi. Dopo la guerra, Ida contattò i soldati della Brigata ebraica, che cercavano ebrei rimasti orfani in tutta Italia per farli tornare a casa in Palestina. Ida lasciò i tre bambini solo quando fu sicura che fossero in buone mani, a bordo della nave che li avrebbe riportati a casa. Nel 1998 fu invitata a Gerusalemme, come Giusta tra le Nazioni. Nel 2008 si spense a Torino.
La sua storia ci ha spinto a riflettere sul valore del coraggio e della solidarietà:
“Se fossi stata Ida, non so se avrei avuto il suo stesso coraggio, il coraggio che lei ha dimostrato salvando tre bambini che non erano neanche suoi. Probabilmente, soprattutto all’inizio, avrei avuto paura, ma avrei cercato comunque di proteggere gli orfani a tutti i costi, anche sapendo che questo avrebbe potuto avere delle conseguenze, perché penso che i loro genitori, se fossero stati vivi, avrebbero voluto proprio questo. Credo che avrei fatto come lei, nascondendo i bambini in un posto temporaneamente sicuro per proteggerli dall’orrore che c’era allora e che, fortunatamente, oggi non c’è più”.



L’immagine in copertina è tratta da https://www.internamentoveneto.it/centro-studi-internamento-deportazione/i-giusti-tra-le-nazioni-in-veneto/giusti-tra-le-nazioni-padova/ida-lenti/ .