a cura delle classi 5A e 5B

Cari lettori, noi alunni delle classi 5A e 5B della Scuola Primaria abbiamo deciso di dedicare questo numero del giornalino a un viaggio difficile ma necessario. Tra i banchi di scuola abbiamo studiato anni bui, fatti di trincee, leggi ingiuste e scelte coraggiose. Non lo abbiamo fatto solo per prepararci a un’interrogazione, ma perché crediamo che conoscere ciò che è accaduto ieri sia l’unico modo per proteggere la nostra libertà domani. In queste pagine troverete i fatti, le parole chiave e le storie di chi, come Lorenzo Perrone, ci ha insegnato che essere umani è una scelta che si fa ogni giorno.


Dalle trincee della Grande Guerra all’orrore della Shoah: capiamo cosa è successo nel Novecento.
Il Novecento è stato un secolo di grandi scoperte, ma anche di ferite profonde. Per capire il mondo di oggi, dobbiamo fare un passo indietro e guardare con attenzione a ciò che accadde tra il 1914 e il 1945.

  1. La Prima Guerra Mondiale (1914-1918)
    Tutto iniziò con la Grande Guerra. Fu un conflitto diverso da tutti quelli precedenti: per la prima volta vennero usati aerei, carri armati e gas tossici. I soldati vivevano per mesi nelle trincee, lunghi fossati scavati nel fango, in condizioni terribili.
    – La fine: La guerra terminò nel 1918, lasciando l’Europa povera e ferita. Proprio in questa povertà e nel malcontento dei popoli sconfitti (come la Germania) trovarono spazio idee pericolose.
  2. Il Nazismo e le Leggi Razziali
    In Germania, negli anni ’30, prese il potere Adolf Hitler con il suo partito, il Nazismo. Hitler convinse molti tedeschi che la colpa dei loro problemi fosse di alcuni gruppi di persone, in particolare degli Ebrei.
    – Le Leggi Razziali: Nel 1935 in Germania (e nel 1938 in Italia con il Fascismo), vennero approvate leggi terribili. Gli ebrei non potevano più frequentare la scuola pubblica, non potevano sposare chi volevano e
    vennero licenziati dai loro lavori. Furono isolati dalla società, come se fossero diversi dagli altri, quando invece siamo tutti esseri umani con gli stessi diritti.
  3. La Seconda Guerra Mondiale (1939-1945)
    Il 1° settembre 1939 la Germania invase la Polonia, dando il via al secondo conflitto mondiale. Fu una guerra totale che coinvolse quasi tutto il pianeta. Da una parte c’erano le potenze dell’Asse (Germania, Italia e Giappone), dall’altra gli Alleati (Gran Bretagna, Stati Uniti, Unione Sovietica e altri).
  4. L’orrore della Shoah e i Campi di Concentramento
    Durante la guerra, i nazisti misero in atto un piano spaventoso chiamato Shoah (che significa “tempesta devastante” o “catastrofe”). Milioni di persone — soprattutto ebrei, ma anche zingari, disabili, oppositori
    politici e prigionieri di guerra — vennero arrestate e deportate nei campi di concentramento e di sterminio, come quello di Auschwitz.

Che cos’erano i campi di concentramento? Erano luoghi recintati da filo spinato dove le persone venivano private del loro nome (sostituito da un numero tatuato sul braccio), dei loro vestiti e della loro dignità. Moltissimi morirono per la fame, la fatica e le malattie; altri vennero uccisi in modo sistematico nelle camere a gas.
Perché parlarne oggi? La guerra finì nel 1945 con la sconfitta del nazismo e del fascismo, ma il prezzo
pagato fu altissimo. Oggi studiamo questi eventi non solo per imparare delle date, ma per riconoscere i segnali dell’odio.
La memoria è come un vaccino: ci protegge dal rischio di ripetere gli stessi errori. Ricordare le vittime della Shoah e delle guerre ci insegna che la pace, il rispetto e l’uguaglianza sono i tesori più grandi che abbiamo.

Piccolo Glossario per Capire la Storia

Per comprendere meglio questi grandi eventi, ecco il significato di alcune parole chiave:

  • Armistizio: è l’accordo tra due eserciti nemici per smettere di combattere. Non è ancora la pace definitiva, ma il primo passo per far tacere le armi.
  • Campi di sterminio: luoghi costruiti dai nazisti con l’unico scopo di uccidere in modo sistematico e veloce migliaia di persone. Si distinguono dai campi di concentramento, dove i prigionieri venivano invece sfruttati per il lavoro forzato.
  • Deportazione: l’atto di trasferire forzatamente delle persone dalla loro casa a un luogo lontano (come un campo di prigionia), solitamente ammassate su vagoni ferroviari per il trasporto di bestiame.
  • Dittatura: una forma di governo dove tutto il potere è nelle mani di una sola persona o di un solo partito, e i cittadini non hanno la libertà di esprimere le proprie idee.
  • Ghetto: un quartiere di una città dove gli ebrei venivano costretti a vivere separati dagli altri cittadini, spesso in condizioni di povertà e sotto sorveglianza.
  • Propaganda: l’uso di messaggi, manifesti e discorsi (spesso basati su bugie) per convincere la popolazione a seguire un’idea o un leader politico.
  • Resistenza: l’insieme dei movimenti di cittadini (chiamati Partigiani) che hanno combattuto contro l’occupazione nazista e il fascismo per restituire la libertà al proprio Paese.

Una luce nel buio: Primo e Lorenzo
Anche nel luogo più terribile del mondo, ci sono stati atti di incredibile bontà. Primo Levi, nel suo libro Se questo è un uomo, racconta di come riuscì a sopravvivere grazie a un uomo straordinario: Lorenzo Perrone.
Lorenzo non era un prigioniero, era un muratore italiano portato lì per lavorare. Ogni giorno, per sei mesi, Lorenzo portò a Primo un pezzo di pane e un po’ della sua zuppa, rischiando la propria vita per aiutarlo. Non lo
faceva per avere qualcosa in cambio, ma semplicemente perché era un uomo giusto.
“Credo che proprio a Lorenzo debbo di essere vivo oggi; e non tanto per il suo aiuto materiale, quanto per avermi costantemente ricordato con la sua presenza […] che ancora esisteva un mondo giusto al di fuori del nostro… un qualcosa di bianco e di pulito… per cui metteva conto di sopravvivere” – Primo Levi
Questa amicizia ci insegna che, anche quando tutto sembra perduto, un piccolo gesto di umanità può salvare una vita e dare la forza di sperare ancora.

Cosa abbiamo imparato?
La storia di Lorenzo Perrone ci ricorda che ognuno di noi, nel suo piccolo, può scegliere di stare dalla parte del bene. Lorenzo è stato dichiarato “Giusto tra le Nazioni”, un titolo che viene dato a chi ha protetto gli ebrei durante la Shoah.


Spazio di riflessione: “E tu cosa ne pensi?”
Dopo aver letto questo viaggio nella storia, ti invitiamo a fermarti un momento e a pensare. Se ti va, scrivi i tuoi pensieri e portali in redazione o parlane in classe con i tuoi compagni.

  1. Il coraggio di Lorenzo. Lorenzo Perrone era un uomo semplice che ha rischiato tutto per aiutare un altro essere umano. Secondo te, cosa ci insegna oggi il suo gesto nei piccoli gesti quotidiani a scuola?
  2. Le parole che feriscono. Abbiamo visto che le Leggi razziali iniziarono isolando le persone e usandole come “capri espiatori”. Come possiamo contrastare oggi l’uso di parole cattive o l’esclusione di qualcuno dal gruppo?
  3. Il valore della Memoria. Primo Levi diceva che ricordare è un dovere. Secondo te, qual è il modo migliore per “non dimenticare” ora che i testimoni diretti di quegli anni stanno scomparendo?

L’immagine in copertina è tratta da https://news.robadadonne.it/storia-dimenticata-lorenzo-perrone-nazista-salvo-primo-levi/

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