di Emanuele Re (3C)

Nel nostro Paese c’è ancora la violenza sulle donne e questo possiamo capirlo dalle notizie che tutti i giorni sentiamo al telegiornale. Nel 2006  è stato creato un indice che misura le differenze tra uomini e donne in quattro aree: economia, politica, salute, formazione. Dai dati raccolti è stata creata una classifica dei Paesi del mondo in cui la differenza di genere è minore.

L’Italia nel 2015 era al 41° posto e dopo solo due anni è arrivata all’81° posto. Questo dimostra che la situazione sta peggiorando: gli uomini stanno meglio delle donne sia per la salute che per il benessere economico. Le donne hanno difficoltà d’inserimento nel mondo del lavoro, c’è differenza di stipendi rispetto agli uomini e c’è un problema di pari opportunità.

Durante la quarantena imposta dal covid, le violenze sulle donne sono aumentate perché gli uomini erano depressi, arrabbiati e stressati; questa violenza non è giusta perché per nessun motivo bisogna far male ad un’altra persona.

Per diminuire o eliminare la violenza sulle donne si potrebbe pensare di invitare gli uomini a riflettere su cosa hanno fatto e sul male che fanno con questi atteggiamenti. La violenza viola i diritti umani e le libertà fondamentali di cui parla la “Convenzione di Istanbul”.

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