di Chiara Tripaldi (2A)

I ragazzi della via Pal è un romanzo scritto dallo scrittore ungherese Ferenc Molnar, nato a Budapest nel 1878, luogo dove sono ambientate le vicende del libro.

Il romanzo racconta le rivalità di due gruppi di ragazzi che si contendono un terreno dove poter giocare. Un gruppo è composto dal capo Giovanni Boka, quattordicenne molto tranquillo e serio, Ernesto Nemecsek, il bambino fragile ma coraggioso, unico soldato semplice del suo gruppo riconosciuto per il suo ciuffo biondo, Desiderio Gereb, geloso di Boka. Poi ci sono Csele, lo snob, Csonakos, il forte, Barabaas, Kolnay, Weisz e Csengey.

Boka ascolta il racconto di Nemecsek il quale gli dice che quando era al museo i due fratelli Pasztor gli hanno dichiarato “einstand”, cioè guerra.

I ragazzi hanno un campo tutto loro, il campo della via Pal, un terreno vicino ad una segheria a vapore che per i ragazzi rappresenta la libertà. Si sono costruiti dei fortini per interpretare il loro gioco di guerra, un esercito composto da capitano, tenente e soldato semplice, ruolo quest’ultimo rivestito da Nemecsek.

A un certo punto sul loro territorio compare Cecco Ats, capo delle Camicie Rosse dell’orto botanico, nemico della via Pal, che ruba la bandiera dei protagonisti, costituita dai colori rosso e verde, solo dopo sostituita per mancanza di stoffa con rosso e bianco. Boka, Csonakos e Nemecsek entrano nel territorio nemico, scoprono il tradimento di Gereb e il piano delle camicie rosse per conquistare il campo. Gereb propone alle Camicie Rosse di conquistare il campo corrompendo il custode, ma il suo piano viene bocciato. Nel frattempo Nemecsek riprende la bandiera, ma viene scoperto da Ats; quest’ultimo prima gli propone di entrare nelle Camicie Rosse ma, dopo il suo rifiuto, lo ributta nelle acque gelide del lago. Boka mette in allerta il suo gruppo e propone un piano di battaglia dove tutti hanno un ruolo, anche Nemecsek che fa l’aiutante.

Gereb si pente e chiede scusa a Boka riportando la bandiera; viene così perdonato dall’intero gruppo e Nemecsek perdona anche i fratelli Pasztor. Alcuni della via Pal riportano la loro bandiera al nemico per iniziare una vera guerra. Anche Nemecsek malato, fuggito dai genitori, porta il suo gruppo alla vittoria. Nemecsek muore malato tra le lacrime della famiglia, degli amici e dei nemici. Le Camicie Rosse vengono cacciate dal loro orto, il campo della via Pal viene venduto per costruire un edificio, Boka in mezzo alle sue lacrime dice addio alla sua vita da ragazzo.

L’autore utilizza un linguaggio semplice e minuzioso per descrivere l’ambiente e i ragazzi che sono gli eroi del libro. Piacevole da leggere ma con un finale estremamente commovente e inaspettato.

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