di Giorgia Dalena e Sofia Gatto (1C)

Giovedì 4 novembre 2021 si è celebrato il centenario della cerimonia che il 4 novembre 1921 venne organizzata per trasportare in treno la salma del Milite Ignoto – il soldato senza nome rappresentativo dei circa 200.000 uomini caduti nel Primo conflitto mondiale senza che si potesse riconoscerne l’identità – da Aquileia a Roma, sostando in più di 100 città e paesi italiani (guarda il video).

La Rai ha deciso di celebrare questo evento trasmettendo in prima visione assoluta La scelta di Maria, docufilm diretto da Francesco Miccichè e presentato quest’anno al Festival del Cinema di Roma. Il film ha come protagonisti gli attori Cesare Bocci, Sonia Bergamasco e Alessio Vassallo.

Il documentario racconta la storia di una madre, Maria Bergamas, che riceve una lettera per diventare la “madre d’Italia”, la madre di tutti i soldati morti nella Prima guerra mondiale. Maria è in realtà solo la madre di Antonio, maestro elementare e soldato morto in guerra, il cui corpo non è mai stato ritrovato. Di fronte a una commissione nominata per l’occasione e a un gruppo di madri che non hanno una tomba su cui andare a piangere i loro figli, la donna racconta di aver visto Antonio per l’ultima volta prima di un’escursione in montagna. Il giovane, abitante di Trieste, aveva infatti ricevuto una lettera di convocazione alle armi da parte degli Austriaci, ma il suo sogno era combattere insieme all’esercito italiano per liberare le città ancora in mano straniera.

Nel frattempo, un gruppo di soldati viene incaricato di recuperare le salme di 11 soldati senza segni di riconoscimento, dopo aver giurato sul tricolore di non rivelare mai a nessuno il luogo di ritrovamento di questi giovani. Dopo un’escursione, viene ritrovato il corpo del figlio di un’altra madre e questa notizia porta dispiacere e felicità allo stesso tempo.

La scelta della commissione ricade infine su Maria, madre coraggiosa e forte, che a sua volta viene chiamata a scegliere la bara di uno dei soldati ritrovati. Con una cerimonia solenne, la salma viene portata fino al Vittoriano, alla presenza anche del Re e deposta in quello che oggi è conosciuto anche come Altare della Patria: in questo modo “il monumento al re si trasforma in un monumento al popolo”.

Alla sua morte, Maria chiederà di essere sepolta nel cimitero insieme agli altri dieci soldati che lei non aveva potuto scegliere.

Di seguito, alcune immagini del treno storico che quest’anno è stato accolto alla Stazione Termini di Roma come 100 anni fa, fedele rifacimento del treno del 1921.

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