a cura della classe 1C; introduzione di Laura Petrecchia (1C)

“Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.

È questa una delle celebri frasi della più giovane attivista che combatte ogni giorno per il diritto all’istruzione delle donne e dei bambini di tutto il mondo, Malala Yousafzai.

Malala è nata in Pakistan, paese spesso disturbato dai talebani, organizzazione politica e militare afghana che opprime le donne e impedisce loro di studiare. Secondo i talebani, terroristi che portano alle estreme conseguenze gli insegnamenti del Corano, la donna per essere schiava dell’uomo deve essere ignorante.

Quando Malala divenne nota su un famoso canale televisivo inglese – la BBC – grazie a un blog da lei creato per raccontare le violenze subite da parte dei talebani, questi ultimi decisero di chiuderle la bocca.

Il 9 ottobre 2012 due uomini entrarono con forza sul bus scolastico e le spararono in fronte con due colpi di pistola. Per fortuna la fama di Malala convinse il governo pakistano a mandarla in Gran Bretagna, dove i medici le salvarono la vita.

I terroristi pensavano che i proiettili l’avrebbero fatta tacere, ma non è stato così: paura e debolezza sono morte, invece forza, energia e coraggio sono nati. Quando Malala e i suoi amici erano nello Swat, nel nord del Pakistan, hanno capito l’importanza dei libri e delle penne vedendo le armi perché un saggio proverbio recita: “La penna è più importante della spada”.

Da allora, Malala ha iniziato una serie di viaggi per diffondere le sue idee, con il compito di salvare dall’ignoranza, dalla tortura e dalla morte migliaia di donne e bambine che nel mondo soffrono. Il 12 luglio del 2013, a New York, ha anche tenuto un discorso nella sede delle Nazioni Unite e il 10 ottobre 2014 ha vinto il Premio Nobel per la Pace, diventando con i suoi diciassette anni la più giovane vincitrice di un premio Nobel.

Un tempo le donne chiesero agli uomini di difendere i loro diritti, ma adesso lo fanno da sole. Fece infine un appello a tutti i governi, per consentire un’istruzione obbligatoria e gratuita.

Un’istruzione di qualità è anche il quarto obiettivo dell’Agenda 2030, che così recita: “Fornire un’educazione di qualità equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”.

Per noi andare a scuola può essere normale, forse un fastidio, ma se noi non avessimo una scuola con tutte le ansie, i compiti, i compagni di classe…ci mancherebbe da morire. Non saper leggere e scrivere, contare, consultare un libro sembrerebbero mancanze tremende.

In classe, dopo aver ascoltato la storia di Malala e aver visto alcuni momenti del film Vado a scuola di Pascal Plisson (2013), documentario che racconta del coraggio, della perseveranza e delle difficoltà affrontate da quattro bambini di nazionalità diverse per raggiungere la loro scuola, ci è stato chiesto di riflettere su cosa rappresenti per noi la scuola e su cosa ci ha colpito di più delle vite di questi personaggi.

Ecco, di seguito, alcuni passi tratti dalle nostre riflessioni.

“Per me la scuola è importante perché mi permette di crearmi un futuro. […] Prima di arrivare in Italia, io andavo a scuola in Bangladesh. La mia scuola era grande. A pranzo mangiavamo riso perché la scuola iniziava alle 8:00 e finiva alle 16:00” – A.T.

“Per me la scuola è un luogo dove imparare cose di tutto il mondo. […] A volte le lezioni sono noiose, altre volte sono divertenti e altre ancora un po’ dure” – B.J.

“Oggi abbiamo visto un video con dei bambini a cui piaceva la scuola. Per andarci dovevano però fare un lungo percorso nella savana […]” – B.A.

“Secondo me la scuola è importante perché si possono imparare nuove cose e lo è anche per fare nuove amicizie. […] La cosa che mi ha colpito [del video di oggi] e che non pensavo è che esistono dei luoghi così poveri […]” – B.F.

“Oggi in classe abbiamo visto un video in cui ogni bambino aveva un desiderio. Il bambino che mi ha colpito di più è stato quello sulla sedia a rotelle e che andava a scuola lo stesso. Una sua compagna che era ricca, invece, non aveva più potuto studiare perché i suoi genitori non volevano che andasse a scuola; i genitori del bambino, che sono poveri, lo mandano lo stesso a scuola per studiare. Il suo sogno è quello di diventare un medico perché vuole aiutare le persone come lui” – C.A.M.

“La scuola è il posto in cui imparo, scrivo e studio. Questa lezione mi è piaciuta tantissimo […]. [Tutti i bambini] hanno il diritto di andare a scuola e imparare” – C.G.

“Per me la scuola e lo studio sono le cose più importanti, perché grazie a queste cose sto ampliando sempre di più la mia mente e il mio lessico. La scuola, soprattutto in questo primo anno di medie, mi sta piacendo sempre di più perché per ogni argomento che si svolge c’è sempre un approfondimento molto interessante. Mi ricordo un evento che mi ha colpito un paio di anni fa: mia madre mi ha visto che leggevo un libro e mi ha detto che senza la scuola non potevo fare tutte queste cose; allora io, ogni volta che non ho voglia di andare a scuola o studiare, ripenso a questo momento. Ogni volta che mi viene in mente questa cosa ci metto tutto l’impegno possibile, anche per mandare avanti lo sport che pratico. […] Un cosa che mi ha sorpreso di questi bambini [del video] è che per studiare farebbero di tutto” – C.F.G.

“Per me la scuola è molto importante perché si imparano cose nuove, cose che servono per la vita e per vivere, per trovare un lavoro da grande. Inoltre, ho capito la sua importanza quando, purtroppo, in seconda elementare la nostra maestra si assentò sei mesi per colpa di una malattia e poco dopo morì. In questo arco di tempo non andavamo mai avanti con il programma e quindi non imparavamo mai cose nuove” – T.L.

“Del primo video che ho visto mi dispiaceva perché quei bambini non avevano nessun veicolo per andare a scuola. La scena che mi ha colpita di più è quella della bambina che desiderava essere una dottoressa e anche quella del bambino che desiderava diventare un pilota” – S.L.

“Per me la scuola è molto importante perché mi aiuta a socializzare, a stare con i miei amici, a imparare nuove cose e a conoscere magari delle regole che mi potranno essere utili per la vita. […] A me di queste [storie] ha colpito il racconto del bambino indiano che da piccolo ha contratto un’infezione e ora è sulla sedia a rotelle. Di lui mi ha colpito la forza di volontà che mette nello studio per raggiungere il suo obiettivo: aiutare le persone come lui a poter riuscire di nuovo a camminare, visto che altrimenti avrebbero difficoltà proprio come lui, che ogni volta per arrivare a scuola deve essere spinto da amici e familiari. […] Di lei [Malala Yousafzai] mi ha colpito il fatto che, nonostante la sua giovane età, è molto sicura di sé ed è anche molto matura” – P.M.

“[…] Le mie materie preferite sono: arte, perché mi piace disegnare e scoprire altri disegni; scienze, perché si impara a conoscere il mondo e a fare nuovi esperimenti; epica, perché l’epica ci spiega cosa succede al tempo degli eroi; antologia, perché ci insegna nuove fiabe” – S.J.C.

“Per me la scuola è molto importante perché non tutti i ragazzi e le ragazze possono andarci […]” – P.K.

“Per me la scuola rappresenta il bene e la salvezza; senza di essa non potremmo vivere perché non sapremmo parlare, scrivere e leggere […]” – D.G.

“[…] Questi bambini [del video] per andare a scuola devono incontrare: elefanti, tigri, leopardi…e si fanno anche molto male. Samuel, che abitava in India, era disabile, cioè non poteva camminare, e da grande voleva aiutare quelli come lui che non potevano camminare” – G.C.

“Dopo aver letto la storia di Malala e visto i materiali, mi sono venuti vari pensieri non solo legati al diritto all’istruzione, ma sui diritti dei bambini in generale ed ho capito che io sono un bambino fortunato perché sono nato in Italia. Tempo fa ho visto un film, All the invisible children, che raccontava la storia di sette bambini in sette Paesi del mondo e la cosa che mi ha colpito di più è che le loro storie erano completamente diverse. Anche se i protagonisti avevano più o meno la stessa età, erano nati in posti diversi e avevano vite completamente diverse: il bambino africano era nato in un posto dove c’era la guerra e a cinque anni faceva il soldato e sparava ai nemici; quello nato in Brasile viveva in un posto dove non c’era neanche l’acqua; quello bosniaco viveva in un carcere, mentre la bambina nata in una ricca famiglia cinese piangeva per una bambola rotta etc. Alla fine del film provai più o meno la stessa sensazione che ho provato dopo aver letto il discorso di Malala e ho pensato che lei alla mia età si è trovata a combattere per cose che per me sono scontate. Malala ha fatto capire al mondo che la violenza e le ingiustizie succedono dove le persone non hanno modo di conoscere una realtà diversa dalla loro. L’istruzione è la cosa che ci fa capire che esistono mondi diversi e quindi che possiamo migliorare il nostro mondo. Lei infatti è stata salvata perché attraverso internet ha conosciuto il mondo fuori dal suo e ha fatto conoscere il suo mondo agli altri; ed ha quindi potuto denunciare la violenza che subivano i bambini e le donne nel suo Paese” – M.D.

“[…] Per me la scuola rappresenta l’imparare cose nuove, l’essere consapevoli di ciò che si fa, avere conoscenze sul passato, sul presente e sul futuro, saper gestire le proprie azioni verso la Terra, poi per fare nuove amicizie […]. Ogni studente, come tutti, ha dei diritti, ma anche dei doveri, come l’obbligo dell’andare a scuola, rispettare le leggi scolastiche, rispettare l’ambiente, i compagni e, soprattutto, i docenti” – M.M.

“Per me la scuola rappresenta un edificio che trasmette pace e tranquillità. […] credo che Malala a soli 17 anni è riuscita a fare cose che altre ragazze non sarebbero riuscite a fare” – K.S.

“[…] La storia del secondo ragazzo mi ha interessato di più: lui vive in Kenya e per andare a scuola deve fare tanti chilometri. Da grande lui vuole diventare un pilota d’aerei, non solo per avere i soldi, per vedere altri posti e per la bellezza della natura, ma anche e soprattutto per aiutare economicamente la sua famiglia. Ho capito che non tutti hanno la possibilità di andare a scuola e che alcuni genitori fanno molti sacrifici per mandare i figli a scuola” – F.S.

“[…] penso che non ci debbano essere differenze di razza e Paesi poveri. Penso che non far andare i bambini a scuola sia una tragedia e anche il tragitto per arrivare a scuola deve essere sicuro, come nelle nostre strade con il vigile che ci fa attraversare la strada in sicurezza” – D.S.R.

“A me piace andare a scuola perché voglio imparare tutto il possibile per un futuro migliore. Noi siamo fortunati ad andare a scuola, chi con il pulmino e chi no; abbiamo la possibilità di arrivare e imparare facilmente a scuola, anche se alcune persone non danno valore alla loro fortuna. […] i voti e lo studio sono i ringraziamenti da parte dei ragazzi per i genitori che fanno dei sacrifici per mandarli a scuola e guadagnare il necessario per sopravvivere” – G.A.

“In questa lezione ho capito che la scuola è importantissima perché frequentandola impariamo nuove cose che ci fanno crescere. […] Attraverso il rapporto con i compagni abbiamo modo di incontrarci, di fare nuove amicizie, avere compagnia e ci si può confidare, confrontare sui problemi della nostra età. Il rapporto con gli adulti ci permette di imparare tante cose e ci rassicura sulle difficoltà che incontriamo” – D.M.C.

“Per me la scuola è tutto […] anche grazie ai docenti che ci insegnano l’educazione, ci aiutano e ci vogliono bene. Io dalla scuola ho imparato come comportarmi, come socializzare e soprattutto come imparare ogni giorno cose nupve. La scuola a molti può sembrare noiosa e non interessante, ma senza la scuola non sapremmo cosa ci accade attorno, non avremmo tanti amici e saremmo ignoranti. […] I miei nonni mi raccontavano sempre di come era la scuola ai loro tempi. Era molto diversa da come è adesso; ai loro tempi, se non rispettavi le regole per filo e per segno, ti davano una bacchettata sulle mani oppure ti sospendevano o ti mettevano la nota” – F.G.

“[…] La scuola è anche un posto in cui creare rapporti di amicizia che magari ci porteremo dietro per molti anni, amicizie che secondo me, sulla base della mia esperienza, sono molto più sincere e belle rispetto a quelle delle elementari. Serve anche per studiare, imparare cose nuove e imparare a vivere; serve per essere LIBERI e poter scegliere il lavoro che sogniamo […] Oggi Malala con la sua storia mi ha convinta ancora di più sul fatto che io valgo e vali anche tu” – G.S.

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