di Gioia Pancianeschi e Aurora Saraceni (2F)

Nella scorsa puntata…

A un certo punto, mi sentii cadere in un sonno profondo, come se tutta la stanchezza accumulata in quei giorni si fosse sprigionata in quel momento. 

Quando aprii gli occhi, mi ritrovai sotto un albero di ciliegio, immerso nel buio più totale. 

Terza puntata: Benjamin

Non sapevo dove fossi né come ci fossi arrivato, perciò cominciai a farmi prendere dal panico. Mi strofinai gli occhi credendo fosse un sogno e mi alzai sperando di trovare un interruttore della luce. Ma, nell’oscurità, l’unica fonte di luce era quell’albero di ciliegio. Tutto il buio iniziò improvvisamente a raggrupparsi in un vortice di rancore e tristezza. Apparve davanti a me una sagoma cupa che, lentamente, si avvicinò. Indietreggiai intimorito e, inciampando su una delle radici robuste dell’albero, caddi a terra. La sagoma si chinò e con un gesto mi porse la sua mano per alzarmi. Esitai a toccarlo – se devo essere onesto, mi faceva abbastanza impressione… -, ma afferrai la mano e mi alzai; mi sembrò di afferrare un’ombra, era gelido ed emanava tristezza. Mentre stavo per ringraziarlo, mi interruppe e iniziò a parlare con una voce roca: – Benvenuto nell’oltretomba. Io sono il guardiano di questo luogo, o meglio, il Tristo Mietitore.

Rimasi incredulo. Poteva parlare?!? Mi ripresi dallo shock e risposi: – Come sono finito qui?

– Tu sei morto. Lascia che ti spieghi le regole di questo posto. L’Oltretomba è ”il mondo di mezzo”; rimarrai qui finché non avrai soddisfatto il tuo desiderio più grande che non si è avverato in vita. L’albero di ciliegio è ”il portale” da dove arrivano le anime. L’albero ha diverse personalità e ognuno ne possiede una che, a seconda dell’anima si materializza in punti casuali del Regno dell’Oltretomba. Come puoi vedere è spoglio, ma fiorirà quando avrai esaudito il tuo desiderio. Io ho il compito di informarti e aiutarti nel tuo intento. Perciò oggi sono venuto qui con qualcuno che ha il tuo stesso desiderio. 

Da dietro il Tristo Mietitore apparve un’altra figura, un ragazzo apparentemente giovane, magro, alto e dall’aspetto familiare. Heterkeit.

Quando mi vide, mi corse incontro con le lacrime agli occhi, aprì le bracci, e così feci anche io. Mentre stavamo per abbracciarci, improvvisamente, mi passò attraverso con un ”bloop”. 

Mi girai e vidi Heterkeit per terra. Poi mi voltai verso il Tristo Mietitore con una faccia da ”COME SCUSA?!?”. Lui ci guardò divertito e, accennando una risata, ci rispose: 

– Non potete abbracciarvi qui, ragazzi! Siete spiriti.

Heterkeit lo guardò male e con ancora le lacrime agli occhi disse:

– Scusa eh, non ce lo potevi di’ prima? -, con un dialetto tipico giovanile. 

Trattenni una risata.

Il Tristo Mietitore disse ad Heterkeit di raccontarmi tutto ciò che era accaduto la sera dell’omicidio e aggiunse che ci saremmo dovuti aiutare a vicenda. Poi ci lasciò, ancora una volta, nell’oscurità. Successivamente cominciò a raccontarmi di quello che era successo quella notte. Mi disse che dopo la cena andò in camera e si mise a letto. Dopo circa un’ora alla porta bussò Benjamin e lui lo fece entrare.

All’inizio sembrava andare tutto bene. Benjamin gli portò un tè e glielo lasciò raffreddare sulla sua scrivania. Mentre stava aspettando, iniziarono a parlare del più e del meno; quando, ad un certo punto, Heterkeit parlò di me e della mia proposta riguardante il lavorare insieme. A quelle parole Benjamin si irrigidì ed iniziò a urlargli contro. Lo spinse al muro con un gesto violento e uscì dalla camera. Heterkeit bevve il tè e si rimise a letto con la spalla dolorante. Poi mi raccontò che udì qualcuno entrare nella sua stanza, un piccolo dolore al petto, come la puntura di un ago, e si addormentò profondamente. 

Il giorno dopo fu la mattina in cui lo trovammo morto. Questo continuava a confermare l’ipotesi che Benjamin fosse il colpevole. Raccontai anch’io quello che mi era successo spiegando nei dettagli quello che ricordavo. Gli parlai anche di Niko e di quanto era disperato, e intravidi negli occhi di Heterkeit una tristezza immensa. Passò diverso tempo, non saprei dire quanto di preciso…lì era tutto diverso. Il ciliegio non fioriva, chiaro simbolo che stavamo sbagliando qualcosa. 

Ci trovavamo seduti ai piedi dell’albero, quando sentii di nuovo l’oscurità raggrupparsi in un vortice. Il Tristo Mietitore era tornato.

Anche questa volta non era solo. 

Benjamin era con lui. 

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