di Federico Maccari e Gabriele Piferi (3B)

ROSARIO LIVATINO: IL GIUDICE BEATO

Rosario Livatino è nato a Canicattì il 3 ottobre 1952. Conseguì la laurea in Giurisprudenza all’Università di Palermo il 9 luglio 1975, a 22 anni, con il massimo dei voti. Inoltre, il 21 aprile del ’90 ottenne con la lode il diploma universitario di perfezionamento in Diritto regionale. A ventisei anni, nell’estate del 1978, fece il suo ingresso in Magistratura. Dopo il tirocinio presso il Tribunale di Caltanissetta, il 29 settembre 1979 entrò alla Procura della Repubblica di Agrigento come Pubblico Ministero. Per la profonda conoscenza del fenomeno mafioso e la capacità di ricreare trame, di stabilire importanti nessi all’interno della complessa macchina investigativa, gli vennero affidate delle inchieste molto delicate e lui, infaticabile e determinato, firmò sentenze su sentenze entrando inevitabilmente nel mirino di Cosa Nostra. Molto rari gli interventi pubblici così come le immagini. Rosario Livatino fu ucciso, in un agguato mafioso, la mattina del 21 settembre del ’90 – aveva soltanto 38 anni e ben già 12 anni di servizio – sul viadotto Gasena lungo la SS 640 Agrigento-Caltanissetta mentre, senza scorta e con la sua Ford Fiesta amaranto, si recava in Tribunale. Per la sua morte vennero individuati, grazie al supertestimone Pietro Ivano Nava, i componenti del commando omicida e i mandanti, tutti condannati in tre diversi processi nei vari gradi di giudizio all’ergastolo, con pene ridotte per i collaboranti. Un’ondata di commozione in quei giorni percorse il nostro Paese nell’apprendere la sua storia dalle pagine dei giornali. L’Italia avrebbe scoperto nel sacrificio del “giudice ragazzino” l’eroismo di un giovane servitore dello Stato. Fin dalla sua morte la Chiesa cattolica riconobbe l’audacia e il coraggio del giovane giudice nei confronti dello Stato, seguendo i precetti del Vangelo, e proprio per questo motivo venne avviata la causa di beatificazione approvata da Papa Bergoglio. La cerimonia di beatificazione si è svolta il 9 maggio 2021 nella Cattedrale di Agrigento e la sua ricorrenza si celebra il 29 ottobre. La camicia portata da Livatino il giorno della morte è rimasta intrisa di sangue ed è divenuta una reliquia. Livatino è il primo magistrato beato nella storia della Chiesa cattolica per la sua grande umanità e voglia di normalità, e soprattutto per l’impegno a camminare sempre “sotto lo sguardo di Dio”. Sulla figura di Livatino è stato girato un film, Il giudice ragazzino, interpretato da Giulio Scarpati con la regia di Alessandro Di Robilant, liberamente ispirato alla storia del magistrato di Canicattì così come è raccontata in un libro di Nando Dalla Chiesa.

Di seguito il link del documentario sul “Giudice Bambino” prodotto da Rai-Storia, volto a esaltarne il coraggio e la tenacia.

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