Gino Bartali (18 luglio 1914 – 05 maggio 2000) è un italiano che ha attraversato il ventesimo secolo, diventando un protagonista del proprio Paese. Un uomo semplice e coraggioso, che ha concluso i propri studi con le scuole elementari, ma che è sempre stato pronto ad imparare, legato ai propri valori, al senso di saggezza e a una volontà di ferro.

Gino, che tra i suoi soprannomi ha avuto appunto quello di “uomo di ferro”, ha espresso la sua voglia di vivere facendo quel che sapeva e voleva fare: pedalare.

Quando le vicende e le tragedie della guerra l’hanno messo di fronte a delle sfide, si è assunto fino in fondo le proprie responsabilità senza nascondere la testa sotto la sabbia.

Gino ha scelto la prima strada, non ha esitato a correre rischi pur di salvare vite umane. L’ “uomo di ferro” aveva un cuore d’oro, e lo ha dimostrato.

Gino Bartali è un personaggio che ancora oggi, forse persino più di ieri, non smette mai di sorprenderci. Come atleta, egli ha percorso circa settecentomila kilometri in bicicletta. Durante la Seconda guerra mondiale, rischiò la vita per salvare molti ebrei, nascondendo documenti nella sua bicicletta. Fece parte di una rete clandestina attiva in Toscana, Liguria e Umbria. Non parlò mai di questo suo impegno, perché voleva essere ricordato solo come sportivo, ma dopo la sua morte, il suo coraggio è stato finalmente riconosciuto.

Nel 2005, il presidente Ciampi gli conferì la medaglia d’oro al merito civile per aver collaborato con la rete clandestina che aiutò a salvare circa 800 ebrei durante il periodo del nazifascismo.

Nel 2013, fu proclamato “Giusto tra le Nazioni” da Israele e nel 2018 ne fu dichiarato cittadino onorario. È diventato simbolo di valori nobili nello sport e nella vita, essendo una persona umile e contraria alla prepotenza.

La carriera ciclistica

Bartali ha iniziato la propria carriera da ciclista negli anni Trenta e si è distinto subito per la resistenza in salita, vincendo il Giro d’Italia tre volte (1936, 1937, 1946) e il Tour de France due volte (1938 e 1948).

La sua carriera fu interrotta dalla Seconda guerra mondiale, ma riuscì a tornare in forma. Egli era noto per la sua resistenza, per il suo carattere e per la rivalità con Fausto Coppi, che segnò un’epoca del ciclismo italiano. Oltre che per le vittorie, è ricordato per il suo comportamento corretto e sportivo in gara.

L’articolo è stato realizzato da Alessio Altieri, Michele Dell’Abate, Samuele Fantini, Leonardo Mariani e Aurora Pacelli (2A).

L’immagine in copertina è tratta da https://cadenaser.com/euskadi/2024/07/10/detras-del-peloton-gino-bartali-y-el-cuchillo-radio-bilbao/ ; fonti tre foto di seguito:

https://www.corriere.it/cronache/18_dicembre_10/shoah-pietre-inciampo-olocausto-memoria-tutti-0febcb0e-fcb7-11e8-9879-765e1cc1d300.shtml

https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/document/false-identity-for-zegota-member-tadeusz-sarnecki

https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/document/false-identity-for-zegota-member-ewa-sarnecka

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *