di Veronica Piferi (2A)
Gino Bartali era solo un bambino di 11 anni quando acquistò come mezzo di trasporto quella che sarebbe
diventata la sua compagna di avventure: una bicicletta.
Iniziò ad usarla per andare a scuola, poi per vincere tantissime gare. Grazie a lei salvò inoltre la vita di moltissimi ebrei, nascondendo nel telaio i documenti falsi necessari per far cambiare identità a chi era perseguitato. Il campione percorreva più di 700 km in bicicletta tra Firenze, Genova, Assisi e Roma, senza dare sospetti perché la scusa dei suoi viaggi erano gli allenamenti per le numerose gare che doveva affrontare. Molti ebrei trovavano anche rifugio in case private, tra cui quella dello stesso Gino Bartali. Finita la guerra, nel 1945, tornò in pista e vinse ancora un Giro d’Italia, il terzo, e il suo secondo Tour de France.
Il suo più grande avversario fu Fausto Coppi, che aveva iniziato a correre prima della guerra come suo gregario; furono acerrimi avversari sulle strade polverose di quei tempi eroici, ma anche amici nella vita. Tra di loro ci fu uno dei più begli episodi di fair play della storia dello sport quando, durante una gara, mentre pedalavano appaiati, uno dei due passò una borraccia d’acqua all’altro. Non si seppe mai chi aiutò chi, ma questo gesto è sempre stato un grande esempio di sportività. Sportività e lealtà che si manifestò anche in altre corse, ad esempio quando Bartali, motivando Coppi, riuscì a fargli terminare una gara.
Nel 2013, a 13 anni dalla sua morte . avvenuta nel 2000 all’età di 85 anni nella sua Firenze – Gino fu proclamato “Giusto fra le Nazioni” per ciò che fece per salvare vite umane. Nessuno ha mai saputo dei rischi che correva per affrontare queste sfide: solo il figlio, dopo la morte del padre, lo raccontò.
Un uomo coraggioso, tenace, forte, che ha dimostrato e dimostra ancora oggi all’umanità come bisogna comportarsi e l’importanza della forza di volontà nell’affrontare le sfide della vita, non solo quelle sportive.
Fonte immagine di copertina: https://www.ilsecoloxix.it/sport/2020/07/10/news/la-verita-su-coppi-bartali-e-la-borraccia-c-era-anche-ockers-nella-foto-monumento-1.39067192