La Seconda guerra mondiale è il conflitto globale, iniziato nel 1939 e concluso nel 1945, che ha coinvolto molte nazioni e ha portato a enormi sofferenze e distruzioni. Il 27 gennaio 1945 è la data in cui l’Armata Rossa sovietica ha liberato il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, dove erano stati deportati e uccisi milioni di persone, soprattutto Ebrei, durante la Shoah, ed è stata istituita come Giornata della Memoria.

Il  27 gennaio non è soltanto una data sul calendario: è un richiamo all’umanità, al  coraggio e alla responsabilità di ricordare. In occasione  della Giornata della Memoria, si rievocano le pagine più buie del Novecento, quelle segnate dalla Seconda guerra mondiale, dalle leggi razziali e dalla persecuzione sistematica degli Ebrei durante l’occupazione nazista dell’Europa. 

In questa giornata, il ricordo della Shoah smette di essere una lezione di storia per farsi “inciampo” e testimonianza viva.

Se le Pietre d’Inciampo, piccoli blocchi dorati che troviamo sui marciapiedi per ricordarci i nomi di chi è stato portato via ingiustamente tanto tempo fa, ci costringono a guardare in basso, i Giardini dei Giusti ci spronano a guardare verso l’alto, verso quegli uomini e quelle donne che hanno scelto di essere luce nel buio più fitto. Qui, infatti, si piantano alberi per ricordare le persone coraggiose che, come dei supereroi senza mantello, hanno salvato la vita agli altri.

Per questi gesti di straordinaria umanità, noi bambini di Quarta Primaria, dopo aver conosciuto tanti italiani che hanno rischiato la loro vita per quella degli altri come Gino Bartali, Francesco Tirelli, Carlo Angela, Giorgio Perlasca e Teresa Giovannucci, vogliamo parlarvi di due Giusti tra le Nazioni, Derna e Saturno Cecchini, vissuti a Vetralla, un paese della nostra provincia di Viterbo.

Tra l’ottobre del 1943 e il febbraio del 1944, i coniugi Cecchini nascosero la famiglia Fornari nel loro casale a Cura di Vetralla.

La casa di Derna e Saturno Cecchini: rappresentazione e foto (fonte immagine: Tusciaweb)

Non si limitarono a offrire un tetto, ma diedero a quella famiglia una protezione costante.

Nonostante il casale fosse vicino alla strada Cassia, percorsa da convogli tedeschi, Saturno e Derna riuscirono a tenere nascosta la presenza degli otto membri della famiglia Fornari.

Rappresentazione e foto della famiglia Fornari insieme alla famiglia Piccarozzi che chiese a Saturno e Derna di ospitarli
(fonte immagine: Tusciaweb)

Quando Saturno intuì che il pericolo si stava facendo troppo vicino, spostò l’intera famiglia, di notte, caricandola su un carretto trainato da asini, per portarli in una località ancora più isolata e sicura, chiamata “La Pietrara”.

Derna si occupò di nutrire e assistere la famiglia Fornari, dividendo con loro il cibo e la biancheria in un periodo di estrema scarsità.

Oggi la casa di Derna e Saturno è diventata un museo che possiamo visitare e una scuola primaria di Vetralla è stata intitolata a loro. Nel 2015 grazie a Liliana Fornari, la bambina della famiglia di ebrei che grazie ai Cecchini sfuggì alle persecuzioni naziste e fasciste, Derna e Saturno sono divenuti Giusti tra le nazioni e i loro nomi sono stati incisi nel Muro dell’onore presso il memoriale dello Yad Vashem a Gerusalemme.

Saturno Cecchini: rappresentazione e foto originale (fonte immagine: Tusciaweb)

Il messaggio che possiamo dedurre dalla storia dei coniugi Cecchini è che un eroe è dentro ciascuno di noi. Dobbiamo essere altruisti, umani e non pensare “Non è affar mio!”. Derna e Saturno, con le loro vite semplici ma ricche di coraggio, ci insegnano che anche in tempi difficili possiamo scegliere di fare la cosa giusta. Ricordarli ci aiuta a non dimenticare quanto l’odio e l’indifferenza possano fare male e quanto, al contrario, un atto di bontà possa essere importante per un altro essere umano.

Insieme costruiamo ogni giorno il nostro “giardino dei Giusti” scegliendo il bene, facendo il bene…

L’articolo è stato realizzato dalle classi quarte della Scuola Primaria.

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