di Francesca Ortenzi (3B)

In questo periodo di pandemia Covid-19 molte abitudini e professioni sono cambiate, mentre il lavoro nei campi è rimasto lo stesso e continua a svolgersi secondo i ritmi della natura. Quello dell’agricoltore è un mestiere a volte sottovalutato e non adeguatamente valorizzato nella nostra società, invece si tratta di un lavoro importantissimo, perché porta il cibo sulle nostre tavole. Per far conoscere questa realtà ho intervistato Alessandra Giovanale, dell’azienda agricola “Giovanale Gino e Faggioli Elena”, presente sul territorio di Nepi da molti anni. Il mio pensiero si è soffermato sul lavoro nei campi poiché provengo da una famiglia di agricoltori e la mia mamma ha lavorato ed è cresciuta in questo mondo, per cui questo mio interesse è anche un modo per ricordarla.

Alessandra, da quanto lavora nell’azienda?

“Lavoro nell’azienda di famiglia dalla fine delle scuole medie, anche se fin da bambina vi trascorrevo le vacanze estive, aiutando i miei genitori”.

Quante persone lavorano nell’azienda?

“Nell’azienda lavorano attualmente cinque persone”.

Quali sono le coltivazioni presenti, in inverno e in estate?

“Nella nostra azienda agricola coltiviamo e produciamo vari ortaggi. In inverno spinaci, bieta, broccoletti, scarola, indivia e broccoli; in estate lattuga, cipolle, spinaci, bieta, broccoletti, patate, insalate varie (canasta, cappuccina, foglia di quercia, lollo), verze”.

Quante ore lavorate?

“Essendo l’azienda di nostra proprietà non abbiamo turni, ma le ore sono tante e lavoriamo a prescindere dal caldo e dal freddo”.

Quali sono i valori di una donna nata e cresciuta in campagna?

“I valori di una donna nata e cresciuta in campagna come me sono sani, preziosi e ben radicati nella mia famiglia: onestà, senso del sacrificio, pazienza, responsabilità, ma anche allegria perché abbiamo sempre il sorriso sulle labbra”.

Quali sensazioni si provano nello svegliarsi tutte le mattine all’alba?

“Svegliarsi tutte le mattine presto è pesante, ma arrivare in azienda, respirare, alzare gli occhi verso l’alba mi dà la forza di iniziare il lavoro”.

Cosa si prova a veder nascere la vita dalla terra?

“Si prova un‘emozione grandissima, perché affidi alla terra tutto il tuo lavoro e veder germogliare le piante e crescere le verdure è una gioia immensa, la gioia della vita che continua”.

Si ringrazia Alessandra per l’intervista e ci salutiamo con la speranza che i giovani si rendano conto della bellezza e del sacrificio di questo lavoro, non guardando solo il prodotto finito che troviamo sulle nostre tavole ma riflettendo anche sulla fatica che c’è dietro.

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